Politica - 09 ottobre 2025, 13:44

Imperia, il numero unico taxi, arriva in Consiglio. Bracco: “Il Comune finanzia un servizio privato con soldi pubblici”

La denuncia del consigliere dem, “il numero unico per i taxi è gestito da un privato, ma i costi li pagano i cittadini. Serve trasparenza e rispetto della concorrenza”

Il caso del numero unico per il servizio taxi approda ufficialmente in consiglio comunale. A sollevare il tema è il consigliere del Partito Democratico Ivan Bracco, che ha presentato un’interpellanza indirizzata al sindaco Scajola , mettendo in discussione la legittimità e l’opportunità dell’attuale gestione del servizio.

Secondo quanto denunciato da Bracco, il Comune di Imperia avrebbe sostenuto, con fondi propri, i costi per l’attivazione e il mantenimento del numero unico cittadino per i taxi, un servizio di pubblica utilità, sì, ma gestito da un soggetto privato. “Da quanto ci risulta – spiega Ivan  Bracco i costi di gestione e di canone del numero telefonico sarebbero interamente coperti con risorse comunali, a beneficio di imprese private che operano in un regime di libero mercato. Questo solleva seri dubbi sulla correttezza dell’utilizzo di denaro pubblico”.

Il consigliere evidenzia anche un ulteriore elemento critico: il nuovo numero unico istituito dal Comune sarebbe andato a sostituire un servizio già esistente e tuttora attivo – lo 0183 3737 – che era e resta a carico dei tassisti stessi. “Non si comprende – aggiunge – quale fosse l’urgenza o la necessità di attivare un nuovo numero telefonico a carico dei contribuenti, quando già esisteva un sistema funzionante e autofinanziato”.

Ma la questione non è solo economica. Preoccupano anche gli aspetti legati alla gestione dei dati personali dei clienti. “Il numero unico è affidato a un privato, che non solo gestisce le chiamate, ma anche i dati sensibili dei cittadini e l’attività economica dei tassisti – continua Ivan Bracco –. Tutto ciò, secondo quanto emerso, sarebbe avvenuto con modalità poco trasparenti, che lasciano aperte numerose perplessità sul rispetto delle normative in materia di privacy”.

Nel suo intervento, il consigliere dem ha chiesto al sindaco di chiarire: se corrisponde al vero che il Comune sostiene i costi del numero unico taxi; a quanto ammontano tali costi annuali e da quale capitolo di bilancio vengono prelevati; su quale atto amministrativo si basa questa decisione; se sono state vagliate soluzioni alternative più eque per garantire il servizio; se l’Amministrazione intenda mantenere questa modalità di finanziamento o rivederla; quali misure siano previste per garantire il rispetto delle normative sulla privacy; e, infine, quali siano le reali motivazioni che hanno portato all’attivazione del nuovo numero, a carico dell’Ente Pubblico.

È necessario garantire parità di trattamento tra le imprese del settore taxi e assicurare trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche – conclude Bracco –. In molti Comuni, dove esistono numeri unici o centralini, sono i consorzi o le imprese stesse a farsi carico dei costi, non il Comune. Imperia non può essere un’eccezione in negativo”.