L'attore imperiese Franco Carli veste i panni del mattatore e porta in scena, come direttore artistico, regista e soprattutto interprete, il suo vecchio sogno di dar vita a uno spettacolo interamente "made in Imperia". Si tratta del 'suo' Boine, spettacolare pièce dedicata appunto allo scrittore imperiese Giovanni Boine.
Il testo è curato da un altro scrittore, contemporaneo, Giuseppe Conte, le musiche sono invece firmate da Gianni Dossio. Al suo fianco Gabriella Ravazzi. Lo spettacolo, rappresentato con grande successo la scorsa settimana a Imperia, Bordighera e Sanremo, ha superato brillantemente la fase di rodaggio e ora si appresta a un lungo inverno 'in cantiere', prima di approdare, nel mese di maggio, al prestigioso Teatro Duse di Genova.
Un caso, questo, a dire il vero piuttosto raro per Imperia: esportare un evento dalla provincia al capoluogo non è da tutti e non è da tutti i giorni. Merito di Carli, 45 anni, lunga esperienza a Milano e Roma, anni alle spalle trascorsi in riuscite interpretazioni e regie allo Stabile di Genova.
Il suo obiettivo è chiaro: il rilancio personale con una interpretazione praticamente cucita su misura per lui, cresciuta addosso da sempre per motivi storici e logistici. Imperiese doc, si è sempre sentito, con un pizzico di malcelato orgoglio, un specie di Boine reincarnato.
La beffa, se così si vuol dire, è che Carli, a fronte delle energie profuse per alzare il livello culturale cittadino e scuotere una provincia intorpidita, si trova oggi di fatto senza un teatro: il vecchio Cavour di Porto Maurizio è inagibile e l'amministrazione comunale pare tentennare, frenata da un immobilismo inspiegabile. Questa stagione teatrale è già persa, la prossima a serio rischio.