Politica - 26 settembre 2025, 16:29

Imperia, "Una montagna di soldi pubblici per le navette ferme da settimane", Zarbano attacca: “Progetto fantasma, un insulto ai cittadini”

Secondo il capogruppo di 'Imperia senza padroni' "5 milioni di euro spesi per un progetto di mobilità autonoma mai decollato". Accuse di mala gestione e rischio restituzione fondi UE


"Una montagna di soldi pubblici, una sfilza di soggetti coinvolti da ogni angolo d’Italia (e d’Europa), un progetto venduto come rivoluzionario… e due navette che non si muovono da settimane". Questo il bilancio del costosissimo esperimento delle navette a guida autonoma voluto dal Comune di Imperia e finanziato con quasi 5 milioni di euro di fondi PNRR, secondo il durissimo atto d'accusa di Luciano Zarbano, capogruppo in consiglio comunale del movimento 'Imperia Senza Padroni', che non usa mezzi termini: “Ci troviamo di fronte a un progetto fantasma – denuncia Zarbano –. Una vergogna amministrativa costata milioni ai cittadini, con mezzi bloccati, costi alle stelle e nessun risultato concreto. L'Amministrazione continua a nascondere la polvere sotto il tappeto. È tempo di dire la verità.”

"Per comprendere quanto grave sia la situazione, basta guardare i numeri: oltre ai 5 milioni stanziati dal PNRR, il Comune ha già speso 90.000 euro per la gestione e sperimentazione, 126.000 euro per la direzione lavori, circa 40.000 euro annui per le assicurazioni dei veicoli, 35.000 euro per una tensostruttura provvisoria, senza contare l’appalto integrato di progettazione, dal valore ancora sconosciuto. Eppure, le navette sono ferme da settimane, dopo pochi giorni di attività", sottolinea Luciano Zarbano. “Abbiamo speso un’enormità per due veicoli che oggi sono inutilizzati – prosegue –. Il Comune tace, ma i soldi pubblici continuano a bruciarsi. È l’ennesima dimostrazione di una gestione superficiale e irresponsabile”.

 Nel progetto, secondo Zarbano,  è coinvolta una fitta rete di enti e aziende: "Una casa costruttrice francese (oggi di proprietà giapponese), progettisti di Genova, l’impresa Equattroe Srl di Agrigento, le università di Genova ed Enna, un’agenzia assicurativa di Napoli e una società di Casoria per il controllo e la guida. Il risultato? Confusione, frammentazione, costi moltiplicati e zero trasparenza". “Chi tiene le redini di questo caos? Perché si continua a ignorare le domande dei cittadini?”, chiede Luciano Zarbano. “Il Comune ha affidato tutto a una filiera disorganica e dispersiva. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un fallimento annunciato”.

"L'ultimo atto della farsa arriva con una delibera di agosto: la Giunta trasferisce i costi della sperimentazione a Equattroe, ma resta invariato l’obiettivo: entro marzo 2026 i test devono essere completati e i veicoli omologati. Se ciò non avverrà, l’Unione Europea potrebbe pretendere la restituzione dei fondi.
Un vero e proprio boomerang finanziario e politico che rischia di lasciare la città senza soldi e senza navette.

Se non cambiamo rotta immediatamente – avverte  – Imperia dovrà restituire milioni di euro. Il danno economico sarebbe devastante. L’Amministrazione deve uscire dall’ombra e spiegare ai cittadini cosa sta succedendo”.