Sono un'ottantina in tutta la provincia e vigileranno su abusi e irregolarità dei 14 mila colleghi nell'ambito della stagione venatoria che si è appena aperta.
Una sorta di organismo di autotutela e autocontrollo voluto dalla Federcaccia per scoraggiare attività non consone con le regole della caccia. Ma, al di là dei controlli, c'è forte carenza di selvaggina, questo nonostante, per il ripopolamento, siano stati spesi più di 300 milioni di lire.
"Questa insolita penuria è forse dovuta al protrarsi delle piogge primaverili - rimarca Nello Feola, vice presidente provinciale della Federcaccia, che raccoglie 9 mila iscritti - al tradizionale appuntamento con l'apertura sono mancati ben pochi dei 14 mila cacciatori della provincia (2.500 erano al battesimo del fuoco). Parecchi sono tornati a casa con i carnieri vuoti, non molti coloro che hanno catturato prede. In tutta la zona, sino al 9 marzo '81, sarà consentita soltanto la caccia alla migratoria, in forma vagante, per tre giorni settimanali a scelta, con esclusione del martedì e del venerdì".
La caccia al cinghiale (nel '79 sono stati abbattuti più di 500 capi) sarà permessa dal 1° novembre al 31 gennaio, quella alla beccaccia dal 1° ottobre al 30 novembre. Nell'Imperiese vige una particolare tutela faunistica (vi sono 24 zone destinate a rifugio della selvaggina, due a ripopolamento e cattura, una protetta. Gli stessi cacciatori esercitano una forma di autocontrollo: è stato creato infatti un corpo di 76 guardie volontarie che vigilano, affinché i colleghi non commettano abusi Neanche quest'anno sono mancate polemiche, suscitate, da associazioni protezionistiche.
A Pigna, Italia Nostra e Wwf hanno inviato una lettera di protesta al Comune perché avrebbe assegnato a privati una riserva di caccia nei pressi del monte Toraggio, in Val Nervia. Secondo i due enti, "dare una concessione simile significa distruggere definitivamente quei rari camosci che ancora vivono nel vicino Parco delle Alpi Marittime".