Attualità - 01 settembre 2025, 18:48

Porto turistico, Giardiello: “Riacquisto dei posti barca al 50% possibile, ma solo a precise condizioni”

Il presidente dell’APPI apre al dialogo dopo l’annuncio del sindaco Scajola: “Serve un accordo trasparente, non vogliamo più sentirci traditi”

 La firma della concessione sessantacinquennale del porto turistico da parte del sindaco Claudio Scajola al netto delle problematiche legali che potrebbero nascere in corso d'opera , segna un passaggio decisivo per il rilancio dello scalo. Tra i temi più discussi, c’è la possibilità per gli ex proprietari di riacquistare i posti barca al 50% del valore attuale. Una proposta che potrebbe sembrare allettante, ma che incontra una comprensibile cautela da parte dei diretti interessati. 

A rappresentarli è Vincenzo Giardiello, presidente dell’APPI Associazione Proprietari Posti Barca Imperia – che chiarisce subito la posizione degli associati: “Quella del riacquisto al 50% è una proposta interessante, ma solo a determinate condizioni. Ho svolto una prima indagine tra i nostri soci e ho riscontrato che la maggioranza non era inizialmente favorevole. Più che per motivi economici, c’è una questione di principio: molti si sentono traditi. Abbiamo già vissuto un fallimento e il naufragio dell’investimento iniziale, legato alla gestione Caltagirone. C’è stato un rifiuto quasi psicologico a rientrare in un meccanismo che, agli occhi di molti, ha già dimostrato di non funzionare”. 

Nonostante questa diffidenza, Giardiello non chiude la porta e riconosce che la proposta del Comune può aprire uno spazio di confronto: “Credo che con le giuste garanzie si possa aprire un dialogo serio. I nostri legali stanno già valutando le condizioni, e ci sono tre punti sui quali sarà fondamentale trovare un’intesa chiara e vincolante. Prima di tutto, la valutazione economica: i valori indicativi dei posti barca sembrano essere stati calcolati prendendo come riferimento i porti di Aregai e Sanremo, ma si tratta di porti pienamente operativi, attrezzati, con tutti i servizi. Il porto di Imperia è invece ancora in fase di ristrutturazione, mancano infrastrutture essenziali, e in alcuni casi la situazione è al limite: ci sono ancora topi in banchina. Serve quindi una valutazione reale e contestualizzata. In secondo luogo, la percentuale proposta del 50% potrebbe e dovrebbe essere rinegoziata. Noi riteniamo che un 40% del valore possa essere una cifra più equa, alla luce delle condizioni attuali del porto. E infine, il tema cruciale è quello delle tempistiche di pagamento: non possiamo accettare di versare subito l’intero importo senza alcuna garanzia sull’effettiva conclusione dei lavori. Serve un meccanismo legato allo stato di avanzamento: si paga quando il porto funziona, non prima”. 

 Secondo Giardiello, con queste condizioni molti proprietari potrebbero rivedere la propria posizione iniziale: “Il rifiuto che abbiamo registrato all’inizio era anche un rifiuto morale, frutto di una delusione profonda. Ma oggi, con trasparenza e garanzie, le cose possono cambiare. Non vogliamo un altro salto nel vuoto, ma se si costruisce un percorso serio, credo che tanti soci possano essere pronti a tornare a investire in questo porto”.