Clima sempre più teso a Palazzo, dove l'annunciato vertice di maggioranza e le voci sempre più insistenti su un possibile rimpasto di giunta diventano il catalizzatore delle tensioni tra maggioranza e opposizione. A rompere gli indugi è il consigliere comunale del Partito Democratico, Ivan Bracco, che attacca frontalmente il primo cittadino, denunciando una gestione “totalitaria” della macchina amministrativa e definendo l’intero vertice di maggioranza “una messinscena tristemente ridicola”.
“Il vertice di maggioranza? Ma quale maggioranza? Non esiste. Esiste solo Lui, che gestisce tutto e tutti”, attacca Bracco non risparmiando né il sindaco Claudio Scajola, né gli assessori. “Il nostro lavoro incessante, martellante, ha messo in luce che questa città non è rivestita d’oro, ma anzi affronta problemi enormi che proprio lui non vede, perché vive in un mondo che non esiste. E ora cerca delle teste da sacrificare”.
Nel mirino anche i due assessori finiti al centro delle indiscrezioni sul possibile rimpasto, il vicesindaco Giuseppe Fossati (ambiente) Antonio Gagliano (Viabilità) : “Sicuramente hanno responsabilità importanti, soprattutto per aver negato l’evidenza di fronte a nostre interpellanze che riportano richieste reali dei cittadini. Ma le colpe maggiori sono del sindaco, che gestisce tutto in prima persona: dal divieto di sosta alla posizione di un bidone della spazzatura. È tutto accentrato, senza lasciare alcuna autonomia agli assessori. È palese, e chi lo nega è in malafede”.
Secondo Bracco, la vera causa di questa crisi interna sarebbe proprio il lavoro dell’opposizione: “Un’opposizione definita becera solo perché non si è piegata al suo schema del do ut des. Il nostro lavoro ha fatto breccia tra i cittadini, ha fatto capire che la gestione totalitaria può essere messa in discussione. C’è uno spiraglio di democrazia”.
Chiusura amara e sarcastica : “Gli assessori? Hanno accettato di essere comparse, e ora il pubblico inizia a lanciare le bucce di banana”.