I monti al confine tra Italia e Francia si sono animati per un evento speciale. A Piaggia, piccolo gioiello incastonato tra la provincia di Imperia e di Cuneo si è celebrato il 36° “Encontr ën Terra Brigasca”, l'appuntamento annuale che riporta a casa un intero popolo.
Organizzato dall'associazione "A Vastera", l’incontro è stato molto più di una semplice festa: è la dimostrazione vivente che la cultura e l’identità possono superare qualsiasi confine tracciato sulle mappe. La Terra Brigasca non è solo un luogo, ma un'identità condivisa da otto centri abitati. Un tempo tutti sotto l'antico Comune di Briga Marittima, oggi questi borghi sono distribuiti tra due Stati, tre Regioni e quattro Comuni. Briga Marittima e Morignole sono finite in Francia, mentre Realdo, Piaggia, Upega, Carnino, Verdeggia e Viozene sono rimasti in Italia.
Una storia di separazioni geografiche, ma mai culturali. Come ha sottolineato Gianni Belgrano, presidente di "A Vastera" “nel corso degli anni è cresciuta la percezione delle comuni radici storiche, sociali e linguistiche. Oggi è palpabile un nuovo corso transfrontaliero, positivo per le nostre “terre separate” a cavallo del confine. I Brigaschi hanno saputo mantenere intatto il loro legame, tramandando la loro lingua e le loro tradizioni culinarie come un tesoro prezioso. La lingua, in particolare, è diventata una vera e propria "bandiera identitaria" che unisce le anime di questa comunità. Esperti e studiosi si sono riuniti per parlare di “Tradizioni e sviluppo sostenibile nelle Alpi Liguri” un focus su come cultura e tradizione possano essere il motore di uno sviluppo duraturo, valorizzando il territorio attraverso il cibo, l'agricoltura e un turismo non invasivo. Un'occasione per gettare le basi di un futuro prospero e rispettoso della storia locale.
L'obiettivo è stato quello di "preservare e rilanciare un importante capitale di cultura, lingua e tradizioni". L'associazione infatti punta a creare un Istituto Linguistico Royasco-Brigasco per promuovere scambi culturali tra i giovani, affinché non dimentichino la loro storia. Questo evento, in fondo, è un ponte tra passato e futuro, un invito a riscoprire una cultura unica e a tramandarla alle nuove generazioni, perché, come dimostra la Terra Brigasca, le radici più forti sono quelle che restano unite, anche quando il mondo prova a dividerle.