Attualità - 24 agosto 2025, 14:11

LA RIFLESSIONE. Il traffico croce (soprattutto) e 'delizia' di Imperia

Dalle strade romane alla sfida dell’Aurelia bis: la viabilità nel capoluogo tra antiche eredità e nodi irrisolti

La questione della viabilità e dei collegamenti terrestri in Liguria è uno delle problemi più antichi e sempre alla ricerca di una soluzione soddisfacente. Le pagine migliori sull'argomento le hanno scritte i Romani, in parte Napoleone e in qualche modo i Savoia prima e dopo la proclamazione del Regno d'Italia. Genova, un po' matrigna, forte del suo impero marittimo, aveva poca voglia di affrontare una soluzione radicale del problema, anche per consolidare il proprio dominio sulle Riviere. 

Solo con il secondo dopoguerra si sono fatti passi in avanti, forse ancora non sufficienti, nella direzione giusta. Basterebbe portare l'attenzione su i disagi che si verificano in modo ricorrente sulla A10 e sulla rete ferroviaria.

 Imperia, da parte sua, fin dalla sua fondazione, ma anche nel tempo precedente, se, pur con qualche eccezione, nella divisione dei due centri maggiori, non consente ancora oggi un definitivo superamento delle difficoltà in tema di viabilità. Il dramma del ponte Morandi ha anzi riproposto l'urgenza di porre mano ad interventi radicali che si riflettano positivamente sull'intero comparto economico imperiese e ligure.

I tentativi che ultimamente sono stati promossi, ma soprattutto a seguito dell'apertura della ciclabile, appaiono spesso agli occhi della gente rimedi discutibili. La città, per natura, non ha spazi adeguati, bisogna ammetterlo, per rendere più scorrevole il traffico, salvo ricorrere a riforme allo studio, lungi dal vedere, a breve, la luce. 

Il dibattito sulla progettazione della Aurelia bis a Imperia lo dimostra, così come il caso di via Nazionale, che attraversa la frazione di Castelvecchio. Le amministrazioni, che si sono succedute al governo della città, hanno cercato di introdurre elementi di volta in volta intesi a snellire viabilità e trasporti nel perimetro civico, ma la struttura del territorio, in larga misura, non aiuta, pur con ogni miglior intenzione. 

Pierluigi Casalino