Eventi - 22 agosto 2025, 19:00

Raduno di Vele d’Epoca di Imperia, tra memoria gloriosa e sfide future

Tra tradizione in declino e concorrenza crescente, alla ricerca di un nuovo slancio puntando su autenticità, innovazione e valorizzazione culturale di un patrimonio unico

Forse si deve considerare come il minimo sindacale necessario alla sopravvivenza del Raduno di Vele d’Epoca presentato stamattina. Ma certamente la sessantina di scafi in aumento nel registro iscrizioni dell’evento e che getteranno le cime d’ormeggio sulla banchina di Calata Anselmi per la 39^ edizione del Raduno attualmente sono il massimo possibile in questo Mediterraneo ormai inflazionato da tanti eventi simili.

 Purtroppo, anche se quello di Imperia è stato uno dei primi, ha esordito nell’86, non solo è stato ampiamente copiato da altri, a Venezia come a Viareggio e Napoli senza dimenticare gli appuntamenti di Monaco dal '94 e di Saint Tropez dal '99, ma la ʽformulaʼ di questo genere di manifestazioni sembra essere in declino e nessuno dei raduni può vantare i grandi numeri di una volta. Complici anche le avventure finanziarie di tanti armatori costretti ad abbandonare il ʽgioco da ricchiʼ con altrettanti prestigiosi legni del passato ritirati, magari venduti, alieni dalla partecipazione a raduni o tristemente abbandonati. 

Necessario ribadire, se fosse il caso, che sicuramente non è il solo parametro numerico a qualificare il livello di una riunione di legni d’epoca, ottoni tirati a specchio e vele auriche. Alla Monaco Classic Week, per esempio, sono attesi 120 partecipanti ma soltanto circa 60 saranno a vela, tra cui il maestoso tre alberi Creole delle sorelle Gucci, presenza che rinvia alle edizioni imperiesi dei primi anni, singolare situazione,  per cui, quando era annuale ospite di Calata Anselmi, offriva da solo una caratura di immane prestigio a tutta la manifestazione. Anche se, grazie all’attuale nuovo porto turistico, con i suoi 67 metri di lunghezza, avrebbe qualche problema ad attraccare ancora alla stessa banchina portorina.

Allora rimane una domanda: che cosa fare per emergere nella posizione mediterranea che spetta di diritto al raduno imperiese? Prima di tutto andare a ʽpescareʼ nello stesso vivaio di cui approfittano oltre frontiera, le barche più affascinanti e antiche sono proprio all’ormeggio nei porticcioli della ʽCoteʼ.

E, ovviamente, fare di più e di originale in grado di proporre un evento diverso da altri che, ormai, inflazionano tutto il bacino del Mediterraneo. Per esempio installando videocamere a bordo delle imbarcazioni durante le regate e diffondere i video nelle serate in banchina e ancora formare guide esperte magari di giovani che possano raccontare al pubblico presente le storie, le avventure e i misteri di quelle opere d’arte nate dall’abilità manuale dei maestri d’ascia.

Ino Gazo