A Prelà Castello ci sono i...fantasmi. "Corrono in moto, con i teschi in mano, avvolti in lenzuola bianche: la gente, soprattutto anziani e bambini, si spaventano a morte", raccontano nel bar del paese della Val Prino.
Una vicenda al limite del paradossale, quella denunciata da diversi abitanti, vicenda che sta mettendo a rumore in questi ultimi tempi il borgo di Prelà Castello, antichissimo paese della valle di Prino, il cui maniero, ora quasi completamente distrutto, ha visto alternarsi alcune grandi famiglie nobili della Riviera di Ponente: dai conti di Clavesana ai Lascaris, i conti di Ventimiglia, feudatari della zona.
Secondo le voci giunte sino in Comune, ignoti buontemponi e goliardi della zona, travestiti da fantasmi, agirebbero di notte, proprio nei dintorni del castello abbandonato, spaventando i più piccoli. Una rapida indagine locale ha permesso di accertare che un gruppo di motociclisti, probabilmente studenti e villeggianti, ha scoperto un antico ossario dei dintorni, cosa abbastanza comune perché un tempo i morti non venivano seppelliti nei cimiteri ma in grandi loculi comuni all'interno delle chiese, oppure in grandi fosse, al tempo delle pestilenze.
I "fantasmi" moderni, avvolti in grandi lenzuola bianche, brandivano sin mano veri teschi umani e altre ossa. Dopo le prime segnalazioni, qualche giorno fa, una serie di controlli mirati da parte delle autorità comunali ha di fatto decretato la "sparizione" dei fantasmi. Resta il problema delle ossa asportate: non si escludono denunce.
NOTA
"Il Castello di Pietralata, teatro delle goliardiche comparsate dei 'fantasmi' di Prelà Castello - fa sapere il sindaco attuale di Prelà, Mattia Gandolfi - appartiene al territorio comunale di Vasia". Per dovere di cronaca, e dovuto rispetto della notizia pubblicata sui giornali quotidiani dell'epoca, veniva riportato "Prelà" come teatro della vicenda.