Attualità - 27 luglio 2025, 07:11

Lettini incatenati alla Foce, scoppia la polemica, Gagliano: “Interverremo anche quest’anno”

Alla “piscina” di Imperia si ripete il fenomeno d tra furbi, regole violate e richiami al rispetto degli spazi pubblici

“Lo spazio pubblico deve restare libero e accessibile a tutti. Non tollereremo comportamenti scorretti”. Con queste parole, l’assessore alla Sicurezza del Comune di Imperia, Antonio Gagliano, interviene sul fenomeno  dell’occupazione abusiva degli spazi pubblici lungo la 'piscina' della Foce, situazione denunciata da La Voce e che sta facendo molto discutere

Anche quest’estate, il tratto di banchina affacciato sul mare si è trasformato in un parcheggio notturno di lettini e sedie a sdraio, incatenati e posizionati fin dalla sera precedente per 'prenotare' un posto in prima fila nella spiaggia libera. Una consuetudine che ogni anno accende polemiche tra residenti, turisti e amministratori.

Chi difende questa pratica lo fa invocando la necessità di garantirsi uno spazio in un tratto di litorale molto affollato durante l’alta stagione, oppure sostenendo la volontà di proteggere la propria attrezzatura da furti o danneggiamenti. Ma le ordinanze comunali parlano chiaro: è vietato occupare il suolo pubblico nelle ore notturne, tanto più con strutture ingombranti che ostacolano il libero utilizzo collettivo delle spiagge.

Altri Comuni liguri – come San Bartolomeo al Mare – hanno già dato il via a operazioni di rimozione contro i cosiddetti 'furbetti degli ombrelloni'. Anche Imperia è pronta ad agire. “Interverremo come negli anni passati – ribadisce Gagliano con controlli mirati e sanzioni. Non possiamo permettere che comportamenti egoisti danneggino il diritto di tutti di accedere liberamente al mare”.

L’amministrazione punta su una doppia strategia: da un lato, un rafforzamento dei controlli nelle prime ore del mattino, dall’altro campagne di sensibilizzazione rivolte a residenti e villeggianti. L’obiettivo è chiaro: preservare il decoro urbano e garantire un accesso equo e ordinato alla costa, evitando che le spiagge libere si trasformino in spazi privatizzati.