Il Comitato cittadino promotore del Referendum contro il Piano della sosta denuncia alcuni episodi avvenuti durante il consiglio comunale di ieri sera giudicandoli "gravi" .
"Alcuni membri della maggioranza, incluso il vicesindaco Giuseppe Fossati - scrivono - , ci hanno accusata pubblicamente 'di essere stati manipolato dalle opposizioni', senza concederci, naturalmente alcuna possibilità di replica, non essendo previsto l'intervento del pubblico in consiglio comunale. Sapendolo, Fossati avrebbe potuto evitare di puntarci il dito contro".
Il Comitato contesta anche il fatto diversi esponenti della maggioranza "abbiano anticipato giudizi sull’ammissibilità del referendum, competenza che spetta invece alla Commissione preposta".
" Una contraddizione tra il dichiarato supporto al referendum e l’atteggiamento ostile nei fatti". Il Comitato respinge, dunque, le accuse di superficialità, sottolineando "di aver sempre agito con consapevolezza e documentazione alla mano".
"Quanto ai tempi tecnici per l'effettuazione del referendum , i vari componenti di maggioranza avrebbero potuto evitare "di rimproverare al Comitato di avere preso per buone informazioni inesatte, a loro dire, provenienti dalle forze politiche di opposizione. Se infatti costoro avessero osservato con attenzione le nostre dichiarazioni in merito, avrebbero dovuto prendere atto che ci siamo limitati a dire che sarebbe stato opportuno votare a giugno ma che i tempi erano strettissimi e la burocrazia assai complessa. Questo è un elemento oggettivo e pertanto non confutabile, poiché esistono articoli e video interviste che lo comprovano ampiamente".
Infine, i promotori che si pongono l'obiettivo di rivedere l'ultimo Piano della sosta sottoponendo il quesito referendario agli imperiesi e che non intendono chiedere che vengano cancellate tutte le strisce blu a pagamento in tutta la città, accusano l’Amministrazione di "ritardi, evasività nelle risposte ufficiali e mancanza di trasparenza, ritenendo il suo comportamento irrispettoso verso i cittadini e i loro diritti democratici.