Attualità - 06 marzo 2025, 16:20

Bollette pazze, Giordano (capogruppo regionale M5S): "Il 25 per cento delle imprese agricole della provincia è a rischio chiusura"

In Commissione IV ascoltati i referenti delle associazioni di categoria del territorio

"Il 25 per cento delle 600 imprese agricole della provincia di Imperia è a rischio chiusura per colpa delle bollette idriche", così il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano a margine della seduta della Commissione IV. In Regione si è discusso delle "bollette pazze" di Rivieracqua e degli aumenti che hanno preoccupato cittadini e imprenditori.  

In Commissione hanno partecipato i presidenti imperiesi delle associazioni di Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Cna, Confagricoltura, Coldiretti e Cia. "La situazione è insostenibile e molte aziende, di questo passo, potrebbero essere costrette a chiudere i battenti perché schiacciate da tariffe al limite dell’assurdo -commenta  il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano a margine della seduta odierna -. È inaccettabile che solamente il 15 per cento delle attività imprenditoriali sia a conoscenza della tariffazione idrica e che tutte le altre, quando arriva la bolletta, debbano fare gli scongiuri. Parimenti, è inaccettabile che un’impresa non possa redigere un piano economico o prevedere investimenti per la propria crescita perché costretta a vivere nell’incertezza di fattura in fattura. Ad aggravare il quadro, il fatto che il gestore della risorsa non apra alle rateizzazioni richieste dai consumatori e dalle associazioni di categoria”.

Entrando nello specifico, abbiamo scoperto che a oggi è a rischio chiusura circa il 25 per cento delle 600 imprese agricole della provincia di Imperia. Questo succede soprattutto per colpa delle bollette idriche. E non potrebbe essere altrimenti, vista la mancanza di invasi. Promessi dal centrodestra a ogni tornata elettorale, sono ancora di là da venire e così gli agricoltori sono costretti a ricorrere alla costosissima acqua potabile. È insostenibile, soprattutto ora che famiglie e imprese devono fare i conti con gli aumenti in bolletta nella totale indifferenza del Governo centrale che preferisce spendere in armamenti”.

Da un lato quindi abbiamo bollette salatissime e dall’altro un territorio che non riceve in cambio alcun miglioramento dell’infrastruttura a fronte della spesa sostenuta. Praticamente, eccetto qualche tapullo peraltro mal riuscito visti i continui disservizi, i tanti, troppi soldi versati dall’utenza anziché essere reinvestiti per efficientare la rete idrica, si disperde nel nulla proprio come l’acqua nei tubi di Rivieracqua”, conclude Giordano.