Ieri mattina, una delegazione di studenti liguri, tra i quali l'imperiese Francesco Russo del liceo 'Vieusseux', accompagnato dal docente Riccardo Mandelli, ha visitato il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Questa è stata la prima tappa del viaggio in Polonia, un percorso nei luoghi simbolo dello sterminio nazista.
La visita è iniziata ad Auschwitz, campo nato nel 1940 come campo di lavoro e trasformato successivamente in un lager con l’allestimento delle camere a gas e dei forni crematori. Di fronte al “Muro delle fucilazioni”, luogo in cui furono uccisi numerosi oppositori politici, è stata deposta una corona. Nel pomeriggio, gli studenti si sono spostati nel vicino campo di Birkenau, in parte distrutto dai nazisti prima dell'arrivo delle truppe sovietiche nel gennaio 1945.
Nei lager di Auschwitz-Birkenau e Monowitz, oltre un milione di persone morirono per fame, maltrattamenti e nelle camere a gas. Oggi, il viaggio prosegue con la visita al quartiere ebraico di Cracovia e alla ex fabbrica di Schindler, ora trasformata in un museo sulla Shoah e sull'occupazione tedesca in Polonia.
La delegazione è composta da 24 studenti liguri, vincitori della XVII edizione del concorso “27 Gennaio – Giorno della memoria”, organizzato dal consiglio regionale della Liguria. Tra i partecipanti, oltre ai giovani, c'è anche il rabbino capo di Genova Giuseppe Momigliano, Filippo Biole presidente della Sez Aned Genova e il rappresentante di Aned Imperia-Savona, Simone Falco.
Gli studenti, riflettendo sull'esperienza, hanno espresso il loro profondo impatto emotivo. "La visita ai campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau è stata sicuramente un'esperienza che lascerà un segno indelebile nella nostra memoria - è la riflessione corale - ma anche nella nostra consapevolezza. Camminare su quei terreni dove milioni di persone hanno sofferto e sono morte ci ha fatto capire quanto sia fondamentale ricordare questi orrori, per rendere la Storia qualcosa di vivo e tangibile".
Secondo i ragazzi, "Auschwitz e Birkenau non sono solo luoghi di un passato tragico che non deve essere dimenticato, ma rappresentano anche un richiamo potente alla responsabilità collettiva nella costruzione di un futuro in cui simili atrocità non possano ripetersi".