Caccia grossa del Comune contro gli evasori della tassa sui rifiuti. A Imperia, secondo le stime del Palazzo, sarebbero oltre quattro mila le famiglie che non pagherebbero l'imposta annuale sulla raccolta e sullo smaltimento della spazzatura casalinga. Un elenco che si allunga di giorno in giorno. Milioni di lire che da anni le casse comunali hanno perso senza battere ciglio. Ma ora, qualcuno direbbe finalmente, gli amministratori hanno deciso di passare al contrattacco.
L'ufficio Tributi ha di fatto aperto una vera e propria caccia ai "fantasmi della rumenta". "Sino a oggi abbiamo già scoperto più di 1.800 evasori, gente che non pagava per i più diversi motivi - conferma l'assessore Franco Gorlero (Dc) - l'indagine continua, ogni giorno l'elenco diventa più lungo e gli evasori potrebbero essere il doppio se non il triplo. Devo ringraziare pubblicamente tutti gli uffici e il personale per la loro collaborazione".
Il Comune di Imperia, tra l'altro, ha provveduto di recente ad aumentare le tariffe che dovrebbero sanare il deficit di 140 milioni di lire del servizio di nettezza urbana. Secondo il bilancio di previsione del 1979, la raccolta costerà circa 900 milioni di lire. "Stiamo lavorando sodo - prosegue Gorlero - siamo riusciti a dare al Comune una radiografia reale delle abitazioni civili e delle categorie commerciali che pagano le tasse. Abbiamo svolto un accurato censimento, specificando tutte le attività. I contribuenti, sino ad oggi, ammontano a 14.930. Il numero però aumenterà perché l'indagine continua e ogni giorno scopriamo gente che non è in regola".
Tra gli evasori, molti proprietari di seconde case, decine di persone morose da 5, 8, 12 anni. La tassa però può essere retroattiva solo di 3 anni. I nuovi aumenti sono stati fissati del 70% per le attività commerciali: 25% in più per le abitazioni. Le tariffe sono già esecutive. La tabella per il 1979 prevede: locali delle abitazioni private 250 lire a metro quadrato (200 lire nel 1978); studi professionali, legali, tecnici, sanitari, locali adibiti ad uso artigianale, collegi, convitti, 680 lire al mq (400 nel 1978): uffici commerciali, assicurazioni, banche, cinema, teatri, campeggi, alberghi. trattorie, bar, latterie, 680 lire al mq, negozi di abbigliamento, 680 lire al metro quadrato. I negozi di generi alimentari, fiori, pollerie, pescherie, panetterie, macellerie, drogherie sborseranno 1.020 al metro quadrato (600 lire nel 1978). Opifici, stabilimenti balneari, stabilimenti industriali, case di cura, autorimesse, 340 lire (200 nel 1978) mentre enti pubblici, scuole, ospedali e altri istituti assistenziali dovranno pagare 170 lire al metro quadrato (100 lire nel 1978).