“Il vento del ricordo non smette di soffiare” e così ogni anno in occasione dell’anniversario della morte del partigiano Felice Cascione Imperia ricorda il suo cittadino, medaglia d’oro al valor militare.
Ottantuno anni fa, il 27 gennaio del 1944, “U megu” moriva ad Alto, in provincia di Cuneo, sui monti tra Imperia e Savona, durante un assalto nazifascista. Moriva giovanissimo, a soli 25 anni. La brigata prese il suo nome, poi anche la divisione Garibaldi, e la sua vita divenne un esempio. “Il tuo nome è leggenda molti furono quelli che infiammati dal tuo esempio s'arruolarono sotto la tua bandiera”. Così il sanremese Italo Calvino ne ha scritto dopo essersi unito alla lotta.
Solo un mese prima della morte, nella notte di Natale del 1943, venivano intonate per la prima volta le strofe di “Fischia il vento”, quello che è diventato un inno dell’intera Resistenza. Cascione ne ha scritto le parole, mentre le note arrivano dalla Russia, sono quelle di Katjuša, portate dall’amico Ivan Sibilla.
Felice Cascione ha combattuto animato dai valori di libertà e giustizia che sono diventati le fondamenta della nostra Costituzione. E così davanti a due prigionieri della Guardia Repubblicana che dovevano essere fucilati per tradimento dice: “Ho studiato venti anni per salvare la vita di un uomo, come posso acconsentire a dare la morte a due persone che hanno errato perché non hanno avuto, come noi, la fortuna di essere educati alla libertà, alla bontà, alla giustizia? I due prigionieri hanno salva la vita".
Lunedì 27 gennaio, alle 9.15 la commemorazione in via Santa Caterina, nel luogo dove è nato, organizzata dal Circolo Parasio insieme all’Istituto storico della Resistenza, la Federazione italiana volontari della libertà e Anpi.
Domenica 26 gennaio il Teatro dell'Attrito ripropone la camminata fino al cippo commemorativo di Alto e venerdì 24 gennaio un incontro con lo storico Eric Gobetti (per informazioni: 329 4955 513 oppure 329 4955 513).