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Eventi | 18 aprile 2024, 07:05

Pittore di Badalucco per la prima volta fuori dal suo paese espone all'Oratorio Santa Caterina di Imperia

Così le sue trenta opere, formato 40 per 50 riproducono paesaggi del nord Africa, della Camargue, del Portogallo

Pittore di Badalucco per la prima volta fuori dal suo paese espone all'Oratorio Santa Caterina di Imperia

All’oratorio di Santa Caterina di Porto Maurizio, fino al 25 aprile espone Valerio Adriano De Andreis. La mostra sarà aperta dalle 17 alle 19 mercoledì, giovedì, sabato e domenica. Si tratta di un evento che permette di incontrare un pittore naif di Badalucco, piuttosto restio a mettere in mostra le proprie opere che sono una tavolozza di colori vivacissimi, vagamente esotiche. 

Infatti è la prima volta che De Andreis esce da Badalucco dove ha già esposto nella locale galleria di arte moderna tre volte, in anni recenti. Nella vita Adriano De Andreis, nato nel 1962, lavora come tecnico alla centrale di Roverino di Riviera Acque. Nel tempo libero compie frequenti viaggi. La sua memoria, più che la macchina fotografica, fissa poi sulla tela, scorci che hanno suscitato interesse ed emozioni. 

Così le sue trenta opere, formato 40 per 50 riproducono paesaggi del nord Africa, della Camargue, del Portogallo. Bellissima la tela che raffigura i caratteristici tram di Lisbona. Ma la parte del leone, ovviamente la fanno i ponti e gli angoli del paese natio Badalucco.

Tutto però ha un fil rouge. Sono i colori accesi, decisi, senza ombre, con l’esaltazione dei particolari, un tripudio di gialli, arancione, rosso, grigio e azzurro. Esaltati dalla luce del sole, in una giornata estiva. A volte si arriva al mosaico, con punte di surrealismo. La tecnica preminente di De Andreis è l’utilizzo dell’acrilico, anche se la sua preferenza andrebbe alla pittura ad olio, che però esige maggior tempo per l’essicazione. Il risultato è una produzione assolutamente genuina ed originale.

“La mia passione per la pittura è nata per caso. Eravamo giovani coniugi in gita ad Apricale e la nostra bambina restò rapita davanti ad una tela di Mirò – spiega l’artista – la cosa mi incuriosì e da lì, per caso, nacque per me, che avevo fatto fino alla terza media, un interesse per la pittura, che ha sempre accompagnato da allora i miei momenti liberi. E credo che ora alle soglie della pensione, potrà riempire qualche ora in più delle mie giornate. E’ una passione senza altro scopo che quello della soddisfazione personale. I miei familiari mi hanno spinto a mettere in mostra la produzione, ma senza scopi di lucro. Se dovessi vendere per caso qualcosa darei il ricavato al Gaslini. Il mio guadagno è la voglia di rendere la realtà con i suoi colori più vivaci. Più vicini alla vita”.

Carlo Michero

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