Sulle origini di Porto Maurizio e del nome della città si svolge da tempo un interessante dibattito tra gli storici, non solo di storia locale. Si sa che i Bizantini, grazie alla loro potente flotta da guerra e delle loro fortificazioni militari lungo la costa ligure resistettero per molto tempo agli invasori barbarici.
Da Diano Marina ad Albenga fino a Savona e anche oltre, compresa Laigueglia, ma appunto anche dall'odierna Porto Maurizio (e ovviamente anche Oneglia, Taggia e Ventimiglia) all'estremo ponente, esistevano barriere agguerrite che difendevano dalle minacce barbariche il litorale di quella che, all'epoca, era chiamata "Liguria Maritima", cioè l' ultimo territorio nord italico rimasto in possesso dell' Impero Romano d'Oriente.
La tutela della costa ligure costituiva un impegno per assicurare marinai e scali portuali con relative distanze: circostanze, queste ultime, ricordate da documentazione cartografica imperiale e che si farebbe risalire al VI secolo: tale atto attribuiva un approdo rilevante a Porto Maurizio, non indicando il Lucus Bormani, citando nell'ordine "Albingaunum portus...portus Maurici....Tabia fluvius....Vintimilio plagia.
Questo documento tuttavia resta controverso e costituisce il punto di partenza da cui avviare discussioni e polemiche sull'origine di Porto Maurizio. Il Lamboglia sostiene, peraltro, che il documento sia stato manipolato nel VII secolo per soddisfare le necessità politiche dei Bizantini, ai quali serviva una cartografia stradale e di portolani aggiornati (circostanza contestata dal Molle nella sua "Storia di Oneglia").
Se il Lamboglia concorda che Porto Maurizio abbia preso il nome dall' imperatore bizantino Mauricius (Tiberius), si possono interpretare altri, e non pochi, segnali topografici e storici, che farebbero, invece, riportare la paternità del luogo al patrono della città, San Maurizio.
Sull'argomento non si mancherà di tornare anche per affrontare la strategia politica e militare nella zona dell'imperatore bizantino Mauricius: uno sforzo , in analogia ai suoi predecessori, inteso a proseguire i buoni rapporti con la Chiesa romana e favorirne l'attività missionaria nei confronti dei reparti longobardi del suo esercito, che, rinunciando all' eresia ariana e abbracciando il culto cattolico appoggiato dalla corte bizantina in quel periodo, rafforzavano così si il potere imperiale.