Attualità - 16 ottobre 2023, 17:04

Undici ristoranti imperiesi nella prestigiosa guida “Ristoranti d’Italia 2024” del Gambero Rosso

In sette hanno ottenuto le Due Forchette, una menzione anche tra “Le grandi cantine”

(Credits StockSnap da Pixabay)

Come ogni anno arriva l’aggiornamento di “Ristoranti d’Italia 2024”, la guida del Gambero Rosso giunta alla sua 34ª edizione. In tutta Italia sono state recensiti 2.485 ristoranti con 324 novità.

La Liguria continua a difendersi bene con un bottino di 82 insegne inserite nella guida. Nessuna eccellenza riesce a meritare le Tre Forchette, ma sono tante le Due Forchette. Tra i ristoranti che hanno ottenuto un punteggio particolarmente alto la guida “Ristoranti d’Italia 2024” ha inserito i Balzi Rossi di Ventimiglia insieme a: Cracco a Portofino, Nove ad Alassio (SV), Il Marin a Eataly Genova, Orto by Jorg Giubbani a Moneglia (GE), DaV Mare a Portofino e A Spurcacciun-a dell'Hotel Mare a Savona.

Due Forchette anche per Casa Buono (Ventimiglia), Sarri (Imperia), Paolo & Barbara (Sanremo), La Femme - Mood Osteria (San Bartolomeo al Mare), La Conchiglia (Taggia) e Marco Polo (Ventimiglia). Hanno ottenuto Una Forchetta La Cicala (Bordighera) e Salvo Cacciatori (Imperia), mentre Un Gambero è andato a Magiargè (Bordighera) e Nuovo Piccolo Mondo (Sanremo).
Una menzione potentina anche alla voce “Le grandi cantine della Liguria” con Maccario Dringenberg di San Biagio della Cima.

Su scala nazionale i migliori chef della ristorazione italiana sono Massimo Bottura e Niko Romito entrambi con un punteggio di 96 centesimi, raggiunti appena sotto da Heinz Beck ed Enrico Crippa, mentre perde una forchetta, scivolando dall’empireo, Gianfranco Vissani.

Le Tre Forchette, con il partner TrentoDOC, sono 47 contro le 44 del 2023, di cui sette nuove. Tutte al nord come Guido di Serralunga d’Alba, l’Antica Corona Reale di Cervere, Del Cambio di Torino (che fanno salire il palmares piemontese ai più alti livelli), l’Atelier Moessmer Norbert Niederkofler di Brunico, l’Harry’s Piccolo di Trieste con le due eccezioni del Kresios di Telese Terme in Campania e il Pashà di Conversano in Puglia.

Presidiatissimi i grandi centri urbani, con offerte molto differenti dal grande ristorante alla trattoria, dal bistrò al wine bar, così come le mete più raccolte e isolate, sempre più spesso illuminate - per turisti veri o clienti in cerca di nuovi esercizi da scoprire - da una ristorazione di alto profilo. La Guida è un caleidoscopio di proposte per tutte le tasche e per tutti i gusti, con diverse chiavi di lettura e un piccolo cruscotto in grado di evidenziare anche il rapporto qualità prezzo di ogni cucina. Primeggia la Lombardia per numero e qualità di insegna, mentre in Piemonte aumentano felici le Tre Forchette, così come in Puglia e si assottigliano le differenze tra Nord e Sud.

All’indomani della candidatura della cucina italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco e dopo un’estate rovente tra scontrini fuori taglia e dibattiti sulla crisi del settore, nonostante i sold out - racconta Laura Mantovano, direttore editoriale della Guida - il compito della guida è quello di tirare le somme, cogliere tendenze, senza dimenticare di valorizzare solide realtà. Le difficoltà, a partire dalla sostenibilità economica, esistono, vanno studiati nuovi modelli, non è più tempo di formalismi ma certo è che la ristorazione d’autore dalla forte identità, in Italia, ha ancora molto da dire”.