Attualità - 11 aprile 2023, 18:50

Pasqua in viaggio per 1 italiano su 4: dati oltre le stime. Dati in crescita anche per gli stranieri, che tornano a scegliere il belpaese

Si parla di circa 6 milioni i turisti italiani e stranieri che hanno scelto di trascorrere il pranzo di Pasqua in agriturismo o a ristorante per approfittare del ritorno alla piena normalità dopo gli anni di Covid e restrizioni

A conferma delle stime, il bilancio tracciato dall’analisi Coldiretti/Ixe’ parla chiaro: nonostante il ritorno improvviso del freddo su tutta la Penisola, quest’anno quasi 1 italiano su 4 (ben il 24% degli intervistati) ha scelto di mettersi in viaggio nel weekend di Pasqua per raggiungere parenti e amici, andare in vacanza o semplicemente fare una gita in giornata. Si parla di circa 6 milioni i turisti italiani e stranieri che hanno scelto di trascorrere il pranzo di Pasqua in agriturismo o a ristorante per approfittare del ritorno alla piena normalità dopo gli anni di Covid e restrizioni.

Registrata, secondo l’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, Registrata sia una crescita delle presenze straniere (soprattutto per quanto riguarda gli arrivi dall’America) che un importante incremento generale dei flussi, con 141 mila prenotazioni dal 9 al 15 aprile 2023 e un aumento del +29% rispetto allo stesso periodo (17-23 aprile) del 2022. Gettonatissimi anche gli agriturismi, con i dati Campagna Amica e Terranostra che confermano oltre mezzo milione di vacanzieri presenti negli agriturismi per il weekend di Pasqua, spinti dalla voglia di stare all’aria aperta dalla ricerca del buon cibo di qualità.

 

“Anche quest’anno – spiegano Gianluca Boeri e Bruno Rivarossa, Presidente di Coldiretti Liguria e Delegato Confederale – la primavera porta con sé la scelta di trascorrere le giornate all’aria aperta, con il mare della nostra bella Liguria che, circondato dai monti e da una splendida campagna rinvigorita dal risveglio della natura e dall’aumento delle temperature stagionali, si conferma ancora una volta meta preferenziale per turisti italiani e stranieri”. Stranieri che – secondo gli ultimi report regionali – già da inizio 2023 tornano a scegliere la Liguria come propria metà favorita. Si pensi che solo a inizio anno è stato riscontrato, in media, un +103,84% di arrivi e un +69,51% di presenze di vacanzieri stranieri sul territorio regionale rispetto allo stesso periodo del 2022. Destinazione preferenziale risulta l’area del genovesato, con gli arrivi degli stranieri che balzano a un +131,63% e le presenze a un +91,45%, seguita dai territori dell’imperiese (+102,94% di arrivi e +25,68% di presenze), dal savonese (+103,84% per gli arrivi e + 69,51% per le presenze) e dalla provincia spezzina (+71,23% di arrivi e + 50,42% di presenze), con le Cinque Terre che continuano a figurare come meta amata tutto l’anno in ogni parte del mondo.

 

Un turismo ligure che, nel complesso, risulta ancora una volta in crescita rispetto al passato, con una media – tra vacanzieri italiani e stranieri – di +31,05% per gli arrivi e di +23,26% per le presenze negli agriturismi e nelle strutture extra-alberghiere (che diventano, rispettivamente, +33,36% e +26,52 per gli alberghi) già a inizio anno, raggiungendo una media complessiva di +32,8% per gli arrivi e +25,38% per le presenze. In testa, in questo caso, troviamo l’area compresa entro la Città metropolitana di Genova, con una media di +48,52% per gli arrivi, seguita dalla provincia di Imperia (+31,83%), da quella di La Spezia (+17,19%) e da quella di Savona (+15,38%).

 

“La Liguria e i suoi circa 600 agriturismi ed ittiturismi – aggiunge Marcello Grenna, Presidente Terranostra Liguria – sono pronti ad accogliere i turisti provenienti da tutto il mondo, che, nonostante i rincari, il perpetrare del conflitto russo-ucraino e la conseguente crisi energetica, continuano a scegliere i nostri territori e a vivere le esperienze proposte dalle caratteristiche strutture ricettive liguri, con la cucina a km0 che continua ad essere la qualità più apprezzata”. Anche perché, non a caso, la cucina italiana – candidata per altro a patrimonio UNESCO – rappresenta da sempre una ricchezza enorme per il Paese intero, unico al mondo a poter contare sui primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare. Senza dimenticare che proprio la nostra cucina è vessillo della Liguria e dell’Italia nel mondo, in grado di spingere a tavola circa 1/3 della spesa turistica alla scoperta dei nostri territori.

“I ponti di Pasqua e primavera – conclude Grenna – sono da sempre il primo grande banco di prova in vista della prossima estate. E, a conferma delle stime diffuse nelle scorse settimane, i dati di quest’ultimo weekend pasquale sancisce ancora una volta come l’agriturismo sia entrato definitivamente nel cuore e nelle abitudini degli italiani, anche grazie al notevole processo di qualificazione del settore, che è oggi in grado di offrire servizi diversificati tra loro. Non a caso, a far scegliere gli agriturismi della bella Liguria è anche la spinta verso il turismo di prossimità, con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori, i servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti e le attività culturali”.

 

Sulla base delle indicazioni di Campagna Amica, “a scegliere una delle 25.400 aziende agrituristiche italiane – sottolinea la Coldiretti – sono anche le giovani generazioni, che spesso scelgono gli agriturismi anche grazie all’adeguamento della propria offerta alle nuove esigenze del pubblico. Oltre all’alloggio, infatti, molte aziende si sono attrezzate anche per la semplice messa a disposizione di spazi per tende, roulotte e camper, al fine di rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama una vacanza davvero all’aria aperta, ricorrendo poi anche all’acquisto dei prodotti Campagna Amica”.

Redazione