Attualità - 25 maggio 2022, 13:03

Imperia, presentato il progetto 'Autonomy': un percorso di vita indipendente per i disabili (foto e video)

Si rivolge a persone che hanno bisogno delle capacità necessarie per emanciparsi dal contesto familiare e per un ottimale inserimento sociale

Questa mattina in frazione Artallo è stato presentato del progetto ‘Autonomy’ a cura di Anffas Imperia con il contributo della Fondazione Carige. Sono intervenuti: Giacomo Ranieri per la Fondazione Carige, Luca Volpe, assessore ai Servizio sociali del Comune di Imperia  e presidente del Distretto Sociale imperiese, Gianluca Lisa, direttore struttura complessa disabilità adulti ASL 1 Imperiese,  Fiorenzo Marino, presidente ANFFAS Imperia,  Matteo Lupi, presidente CSV Polis. Inoltre hanno partecipato le associazioni: Help, UILDM Imperia e UICI Imperia, Claudia Lanteri, direttore del Distretto Sociale imperiese e Tiziana Rosso, dirigente medico ASL 1 Imperiese.

“Il progetto Autonomy – è stato spiegato - si rivolge a persone con disabilità che hanno bisogno di percorsi di apprendimento di autonomie, di abilità e di capacità necessarie per emanciparsi dal contesto familiare e per un ottimale inserimento sociale. L’adesione al progetto avviene attraverso la richiesta, da parte dei destinatari o delle loro famiglie o amministratori di sostegno, al capofila che ne condivide la fattibilità. Il progetto è di durata triennale (36 mesi) ed è stato possibile realizzarlo grazie al sostegno della Fondazione Carige che ha erogato un contributo di 20.000 euro L’idea progettuale è quella di predisporre degli spazi nei quali ricreare alcuni luoghi di un’abitazione (cucina, lavanderia, camera da letto) per acquisire autonomie mirate alla gestione degli stessi. Le persone con disabilità potranno quindi esercitarsi nelle attività domestiche, nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali e di abilità cognitive. Si può parlare, quindi, di un laboratorio finalizzato allo sviluppo di autonomie, utili per la vita personale e per favorire percorsi di inclusione sociale (PIS). La presenza di una cucina e la possibilità di imparare a svolgere tutte le attività specifiche relative ai pasti (cucinare, apparecchiare la tavola, fare la lavastoviglie, ecc.) consente di acquisire competenze sia per gestire la preparazione di pasti all’interno della propria abitazione sia per un percorso professionale inerente l’attività di cucina/ristorazione. La cucina, inoltre, potrà essere utilizzata per organizzare eventi di socializzazione gestiti dalle persone con disabilità supportate dagli operatori. La durata e l’intensità dell’intervento sono calibrate sulla singola persona insieme alla famiglia, ai servizi e alla persona stessa. Si ritiene che la durata minima del percorso debba essere di dodici mesi e quella massima di tre anni. Questo arco di tempo prevede la realizzazione degli interventi e delle attività necessari al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano Individualizzato di Assistenza (PIA), all’interno del più ampio progetto di vita. Il PIA, elaborato dal capofila in collaborazione con ASL1 imperiese e DSS3 imperiese, definisce obiettivi, modalità e tempi per l’apprendimento. I partecipanti potranno essere seguiti da un operatore attraverso la creazione di piccoli gruppi sulla base delle competenze presenti e delle autonomie da acquisire. Al termine di ogni percorso individualizzato è prevista la redazione di una certificazione che attesti le abilità raggiunte e i supporti necessari, spendibile a livello personale e professionale. Da sottolineare è che il progetto permette l’apprendimento delle autonomie anche per coloro che si preparano a percorsi di vita indipendente o ad andare a vivere in un Dopo di Noi (legge 112/2016). Contemporaneamente sarà strutturato un percorso di parent training per i familiari di coloro che aderiranno al progetto. Le famiglie, quindi, accompagneranno i figli attraverso incontri per sviluppare appieno le proprie potenzialità e per affrontare le difficili tematiche della simbiosi, dell’adultità delle persone con disabilità, insieme con i bisogni che tale situazione comporta, oltre che del distacco. Questo perché si ritiene che l’autonomia delle persone con disabilità possa essere raggiunta solo se supportata e incentivata dalle famiglie. Annualmente sarà organizzato un soggiorno estivo fuori dal proprio contesto quotidiano, in cui potranno essere sperimentate le autonomie raggiunte, grazie al distacco temporaneo dalla propria famiglia e alla partecipazione a laboratori specifici. Fondamentale sarà la presenza di volontari qualificati che supporteranno le persone coinvolte. I volontari saranno gli stessi che insieme all’educatore, settimanalmente, sosterranno il percorso di apprendimento delle persone con disabilità. Si ritiene, infatti, che la presenza dei volontari possa permettere un lavoro maggiormente individualizzato e calibrato sulle potenzialità dei soggetti con disabilità coinvolti. Al termine del progetto sarà organizzato un convegno di disseminazione per informare la collettività delle attività svolte e dei risultati raggiunti.

OBIETTIVI GENERALI
• L’autodeterminazione della persona con disabilità;
• Autonomia della persona con disabilità;
• Il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità e dei propri familiari;
• Sostegno alla domiciliarità;
• Inclusione sociale;
• Identificazione dei supporti necessari a una futura vita il più possibile indipendente

OBIETTIVI SPECIFICI

Area domestica
• fare e disfare il letto;
• fare la lavatrice, differenziare i capi, usare i prodotti specifici, utilizzare i programmi corretti;
• stendere;
• stirare;
• apparecchiare correttamente la tavola;
• preparare pasti semplici;
• differenziare i rifiuti;
• lavare i pavimenti;
• abbinare i capi di vestiario e sceglierli in base alle stagioni;
• provvedere alla cura del sé.

Area sociale
• acquisizione di competenze relative alla gestione e all’organizzazione del proprio tempo libero;
• utilizzo del telefono per comunicare (telefonare, usare whatsapp);
• uso del computer e internet; • conoscenza delle situazioni di emergenza.

Area cognitiva
• favorire l’utilizzo del denaro;
• apprendimento del lessico specifico relativo alle attività;
• acquisizione di strategie di compensazione al fine di un’esecuzione completa dei compiti;
• potenziamento di abilità nell’utilizzo di alcune funzioni dello smartphone;
• apprendimento delle abilità di letto-scrittura;
• mantenimento dell’attenzione;
• apprendimento delle procedure necessarie allo svolgimento del compito specifico; • elaborazione di strategie personali di problem solving.

Area lavorativa
• acquisire le regole di comportamento relative al mondo del lavoro;
• potenziare le abilità inerenti il lavoro di cucina/ristorazione.

Per i familiari
delle persone con disabilità che parteciperanno al percorso di parent training gli obiettivi specifici saranno i seguenti:
• acquisizione di strategie relazionali;
• acquisizione di informazioni rispetto al percorso di crescita e sviluppo dei propri parenti;
• confronto fra pari;
• conoscenza delle progettualità future possibili per i propri parenti.

I DESTINATATRI
• persone con disabilità intellettive e disturbi del neuro sviluppo, di ambo i sessi, tra i 16 e i 35 anni di età, in possesso di abilità che si prevede possano essere potenziate per un incremento delle autonomie;
• persone con disabilità intellettive e disturbi del neuro sviluppo, di ambo i sessi, maggiorenni, che necessitano di interventi sulle autonomie in quanto si preparano per andare a vivere in un ‘Dopo di Noi’ (L.112/2016);
• familiari che necessitano di supporto al fine di sviluppare appieno le proprie potenzialità e quelle dei propri parenti.

L’A.N.F.F.A.S. di Imperia Associazione Nazionale Famiglie Disabili Intellettivi e Relazionali è la prima associazione Italiana sorta a tutela dei diritti dei disabili e delle loro famiglie. Fondata nel 1958 come associazione nazionale, nel corso della propria esperienza ha cambiato la propria denominazione in ‘Associazione di famiglie di disabili intellettivi e relazionali’, mantenendo comunque l’acronimo storico. Organizzata in circa 200 sezioni locali, dal 2002 è diventata una federazione di associazioni autonome ed indipendenti, legate tra loro da un patto di solidarietà che ne connota le caratteristiche e ne delinea i valori e i principi ispiratori di riferimento: i diritti di cittadinanza, il sostegno alle famiglie e la solidarietà tra le persone. La sezione di Imperia è stata fondata nel 1992 da un gruppo di famiglie e da giugno del 2003 è una associazione e persegue esclusivamente finalità di solidarietà, attivandosi per la tutela dei diritti civili a favore di persone svantaggiate e delle loro famiglie, affinché sia loro garantito il diritto inalienabile ad una vita libera e tutelata, il più possibile indipendente, nel rispetto della propria dignità. L’associazione trae la maggiore ispirazione dal valore che la famiglia esprime come primaria forma di società. Lo stare insieme, il considerare tutti membri di un unico mondo dove la diversità viene vissuta come una ricchezza e dove tutti sono risorsa che contribuisce al benessere generale, è il principale motivo che sostiene la sua opera quotidiana. La difesa dei diritti dei più deboli è la motivazione per la quale giorno dopo giorno ANFFAS onlus Imperia, attraverso servizi concreti e tangibili, diffonde una cultura di solidarietà, orientata alla costruzione di una società civile. ANFFAS modifica e aggiorna le strategie del proprio agire e i propri modelli di gestione per raggiungere sempre maggiore efficienza ed efficacia rispetto ai vecchi e nuovi bisogni espressi dalle persone disabili e dalle loro famiglie. L’attività di innovazione, la continua ricerca di standard di qualità dei servizi sempre più elevati e adeguati alle nuove esigenze, insieme ad un forte investimento nella formazione delle risorse umane, sono i criteri con i quali l’associazione affronta le impegnative sfide del futuro. Dal 2000 l’ A.N.F.F.A.S. onlus di Imperia gestisce il centro semi-residenziale socio riabilitativo convenzionato con l’Asl n° 1 imperiese (link) e il Distretto Socio Sanitario Imperiese per 20 persone. Il centro semi-residenziale è accreditato con Regione Liguria attraverso il D.G.R 1638, ai sensi dell’art. 12 della l.r. 20/99 del 20.12.13 e aggiornato ai sensi della L.R 9/17. Dal 2005 l’ A.N.F.F.A.S. onlus di Imperia gestisce la Casa delle Ginestre struttura residenziale a San Bartolomeo al Mare (IM), convenzionata con l’Asl n° 1 imperiese e il Distretto Socio Sanitario Imperiese , per 12 persone Dal 2008 l’ A.N.F.F.A.S. onlus di Imperia gestisce la Casa di Marco (struttura residenziale a Sanremo (IM), convenzionata con l’Asl n° 1 imperiese e il Distretto Socio Sanitario Imperies, per 8 persone. L’ A.N.F.F.A.S. onlus di Imperia ha scelto di creare residenze con numeri ristretti per mantenere l’idea di un contesto familiare. Il Centro Ambulatoriale Riabilitativo di C.A.A. c.m.i®, applica la metodologia operativa ideata dalla psicologa Maria Luisa Gava, in cui si restituisce alla persona disabile la centralità nel processo comunicativo, conferendogli una parte attiva riconosciuta ed un effettivo potere comunicativo. Il servizio è iniziato nel marzo 2009, grazie alla convenzione stipulata il 1.03.2009, con l’ASL n° 1 imperiese e finanziato con delibera del Direttore Generale n° 542 del 09.07.2009, si svolge presso la sede di Imperia, all’interno dei contesti scolastici o a domicilio. Presso la sede di Imperia c'è il laboratorio informatico con computer specifici per la comunicazione: eyegaze system con puntatore oculare, mouse e tastiere facilitanti, programmi speciali, lavagne interfacciali ed ausili facilitanti la letto scrittura; inoltre si è predisposto un ambiente con attrezzi e materiale per allenare la psicomotoricità dei ragazzi maggiormente compromesse sul piano cognitivo e dei bambini piccoli, in cui il lavoro corporeo completa il percorso di C.A.A – c.m.i.® Dal 2009 l’ A.N.F.F.A.S. onlus di Imperia ha stipulato convenzioni con gli Istituti scolastici di secondo grado per fornire un supporto educativo ai giovani con disabilità grazie all’esperienza dei nostri educatori.